Le miserie del dopo-terremoto: ora, dopo gli sciacalli, spuntano fuori anche i furbetti della residenza.

Siamo uno strano, meraviglioso Paese: non esitiamo a commuoverci e a frugarci in tasca quando le disgrazie collettive ci toccano il cuore, ma poi cadiamo (pochi e pessimi, in verità) nella trappola delle furbizie mediocri che ci rendono invisi di fronte ai giudizi internazionali. Limitiamoci alle vicende meno consolanti del dopo terremoto che il 24 agosto ha squassato un parte d’Italia: le forze del soccorso hanno dovuto impegnarsi anche per evitare che gli sciacalli facessero razzia nelle case dei terremotati, molte ancora piene di morti. Un cinismo che sgomenta anche al di là degli ovvii moralismi. Nemmeno la tragedia più funesta ferma certi personaggi.

E poi- ecco la novità delle ultime ore- ci sono decine di persone che si sono affrettati a chiedere il cambio di residenza per trasferirsi nei Comuni colpiti dal sisma. Solidarietà con territori così ferocemente colpiti? No, desiderio di mettere le mani sui benefici economici previsti per le popolazioni messe in ginocchio dalle scosse. E’ chiaro che ora serviranno urgenti regole per impedire a questi predatori di realizzare il progettino allestito in quattro e quattro otto.

I ‘’furbetti’’ sono una razza che, in troppi campi, stenta a trovare la via dell’estinzione.

Si direbbe, invece, che sono cattivi esempi capaci di suscitare emulazione. Assurgono a simbolo di scaltrezza. Si dichiarano ‘’italiani’’ ignorando che non basta la carta di identità per vantarsi davvero del merito di essere rappresentanti dell’Italia. Di quella vera.

RINGHIO

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